Le donne di Sapa

2–3 minuti

Sapa, Vietnam – 30 settembre 2022

Non ricordo il nome di quella meravigliosa donna appartenente alla tribù Black Hmong, ma ricordo nitidamente quella mattinata trascorsa insieme a realizzare disegni in cera d’api sui tessuti.

Sembrava di vivere in un’epoca diversa, una vita più lenta e vera, in cui serve tempo per disegnare Hmong Batik con una punta di ferro intrisa di cera calda. Ci vuole tempo per immergere il tessuto nel colore verde-blu naturale, dato da una particolare pianta di cui non ricorderò mai più il nome. E ci vuole tempo per eseguire vari passaggi di colorazione, affinché il tessuto diventi di un bel blu intenso.

Dopo di che, deve asciugare bene. E nel frattempo, la donna intrecciava pannocchie da vendere in paese. A settembre ancora pioveva spesso e le vaste colline di riso erano offuscate dalla nebbia.

Faceva tutto parte della lentezza, del tempo che va a ritmo con la vita. 

Sapa è un distretto di Lao Cai, regione del Vietnam ad estremo nord, al confine con la Cina. Qui le minoranze etniche vivono in una tale semplicità che sembra paradossalmente complicata. Una casa senza pretese, senza cianfrusaglie, senza nulla che non sia indispensabile quanto un piccolo letto di bambù, un focolare al centro di una stanza vuota e una piccola cucina accessoriata al minimo. 

I cuccioli di cane non mancano mai, i bambini dei Black Hmong hanno una piccola scuola tutta per loro e le madri vendono le loro creazioni con ricami e motivi Batik. Non abbiamo visto gli uomini delle tribù, ma tra le risaie, vicino a un ponticello sul fiume, abbiamo incontrato un anziano signore. Probabilmente un sopravvissuto alla guerra, osservando la sua piastrina militare appesa al collo. Non conosco il suo nome, mi ha concesso qualche scatto nel suo piccolo locale. Una tettoia di cemento, con un piccolo frigo per le bibite. In cambio di una foto, ho acquistato una birra fresca. Quasi una benedizione, dopo ore di cammino tra foreste di bamboo, pericolosi fiumi da attraversare e ripidissime risaie.

È trascorso poco più di un anno dal giorno in cui ho scoperto la vita della comunità Black Hmong e avrei voluto sapere tanto di più sulla loro storia e quella della donna che con pazienza ci ha insegnato a disegnare con la cera. Vorrei ringraziarla di nuovo, per averci mostrato quanto può essere straordinario l’essenziale. E vorrei ringraziare un’altra donna, quella che ci ha guidati forse nel trekking più suggestivo della nostra vita, una delle poche donne della tribù a conoscere piuttosto bene la lingua inglese. Ma la più incredibile avventura è stata poter scoprire il loro piccolo mondo, al confine tra civiltà e verdissime montagne di riso.

Tutto questo è stato possibile soggiornando presso La Beauté Sa Pa, una piccola guest house immersa in quello che ho percepito come il Vietnam più puro.