New York City: una storia per rivivere uno dei viaggi più belli della mia vita

2–4 minuti

Un anno fa, il 21 novembre stavo preparando le valigie per un viaggio che forse più di altri, mi ha fatta sentire davvero dentro i miei film preferiti. 

Non è un segreto: New York City è il sogno di molti, ma in realtà non era il mio, fino a pochi anni fa. O per meglio dire, lo era, ma sembrava così lontano e irraggiungibile che non lo consideravo tale. Sognavo di vedere l’albero di Natale del Rockefeller Center da quando avevo 6 anni, ma era un desiderio che stava lì, chiuso in quel cassettino minuscolo che si apriva solo riguardando “Mamma ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York”.

Quando abbiamo deciso di andare a New York ho iniziato a studiare nel dettaglio ogni cosa. Costruire un itinerario di 10 giorni è stato complicato. C’erano troppe cose da vedere nella mia lista e troppe poche ore al giorno per poterle spuntare tutte. Ma in fondo, organizzare tutto nei minimi dettagli è pane per i miei denti ed è per questo che organizzo da sola ogni singolo viaggio. 

Williamsburg sembrava il luogo ideale per il nostro soggiorno. Ed è stato così, anche se ammetto che a volte, soggiornare a Manhattan avrebbe avuto i suoi vantaggi. Ma Williamsburg era assolutamente perfetta. Mi sono immaginata in una delle mie tante vite, a scrivere al Butler all’angolo del marciapiede di fronte al nostro hotel. Fare la scrittrice a New York non è forse il più bel cliché in al mondo? 

Credo fortemente di essere nata un po’ “americana dentro”. La mia costante voglia di Natale, l’andarmene in giro per librerie a scovare nuovi titoli da collezionare, la mia naturale capacità di scrivere in café affollatissimi e il mio amore spropositato per il burro di arachidi. Sono segni inequivocabili! Forse è per questo che una parte di me resterà per sempre in quella gigantesca e bellissima bolla stracolma di arte in ogni sua forma, chiamata anche “Grande Mela“. 

Il cielo a New York è ogni giorno diverso, nonostante giurerei che i grattacieli non possano muoversi. Ogni dannata volta che guardavo fuori dalla finestra, mi innamoravo di più. Restavo minuti interi a fissare un punto qualsiasi, guardavo le persone camminare per strada immaginandomi le loro vite, il loro lavoro, le loro case. Le strade affollate di taxi in ogni direzione sembrava seguissero un ritmo tutto loro e finalmente avevo la consapevolezza che i taxi gialli e i tombini fumanti esistessero davvero, come nei film. 

Ma New York sotto Natale è davvero straordinaria come dicono? 

Ve lo dico io, assolutamente sì

Alberi di Natale ovunque, su ogni pickup in giro per la città, in ogni hotel, negozio o piazza. Ma il Natale a New York non lo riconosci solo dagli addobbi esuberanti, lo senti nell’aria. Quell’aria fredda e pungente, che ti ricorda in ogni momento di essere nel posto giusto, al momento giusto. E poi, basta guardare negli occhi le persone, per capire che ognuno di noi è lì per lo stesso motivo: vivere il periodo più magico dell’anno, nella città in cui davvero tutto diventa possibile.

E se un giorno, passeggiando vicino al The Plaza Hotel, ti senti incredibilmente bene all’improvviso, come se non esistessero più problemi nel mondo, alza gli occhi al cielo. Ti stanno cadendo addosso soffici fiocchi di felicità dal cielo, pronti ad appoggiarsi su di te.

Vuoi scoprire l’itinerario per un viaggio incredibile a New York City, nel periodo più bello in assoluto? 

Seguimi su Instagram (@fffedefontana) per non perderti i prossimi racconti su NYC!