I floating village del Tonle Sap Lake, in Cambogia: dove contano ancora le piccole cose.

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Era il 14 ottobre 2022 , il nostro viaggio in Cambogia stava giungendo al termine.

Erano gli ultimi giorni a Siem Reap, città rinomata del nord per l’Angkor Wat. Il tempo era ancora dalla nostra parte e sognavo di vedere i famosi Floating Village del Tonle Sap Lake.

I villaggi galleggianti sono abitati da comunità che vivono su case galleggianti e barche, lungo il più grande lago d’acqua dolce del Sud-Est asiatico. Questi villaggi si trovano principalmente lungo il lago e nei suoi affluenti e la loro vita quotidiana è strettamente legata ai ritmi naturali del lago, che si espande e si ritira stagionalmente a causa del ciclo del fiume Mekong.

Una parte di me pensava a quanto fosse ingiusto vendere come meta turistica case di persone, persone vere. Ma l’altra parte di me, quella più curiosa, quella a cui piace vagare per il mondo in cerca di nuovi occhi da incrociare e nuove culture a cui adeguarsi, era totalmente affascinata e fremeva dalla voglia di scoprire i luoghi più autentici della Cambogia, come i Floating Village.

Ci siamo diretti con una piccola barca a motore fino a un piccolo molo da cui partivano le sampanpiccole canoe in legno, ideali per passare in mezzo a stretti corsi d’acqua e districarsi tra meravigliose foreste di mangrovie. Prima di salire sulla nostra sampan, ci hanno proposto di acquistare quaderni e matite colorate da portare ai bambini del villaggio. Pensavo si trattasse soltanto di una delle solite trovate per turisti. Poco dopo, mi resi conto che non era affatto così. 

La donna che remava la nostra sampan ci portò in giro per il villaggio, accostando vicino alle abitazioni delle famiglie. Non disse quasi nulla durante tutto quel tempo trascorso a remare e remare tra palafitte di legno colorate, non conosceva molto bene la lingua inglese, ma vorrei incontrarla di nuovo per ringraziarla, perché senza di lei, non avrei visto con i miei occhi quanto le piccole cose, dall’altra parte del mondo, siano ancora le più importanti. 

In ogni abitazione in cui ci fermavamo, lasciavamo matite e quaderni a bimbi che vi abitavano. Ricordo ancora quei piccoli visi con gli occhi scuri e profondi, colmi di speranza. La gratitudine dei loro inchini con le mani giunte e i sorrisi imbarazzati, quando dalla nostra barca riuscivamo ad avvicinarci a loro a sufficienza per potergli lasciare i nostri doni.

Ecco, il 14 ottobre 2022, in mezzo a quelle piccole casette galleggianti, posso dire con certezza di aver vissuto una delle sensazioni più intense della mia vita.

Nota ai viaggiatori: le foto sono state scattate chiedendo il permesso di farlo. In alcune piccole comunità, in Vietnam per esempio, scattare una foto senza permesso per loro significa “rubare l’anima”. Ricordate di informarvi sempre sulla cultura dei luoghi che visitate.