Se ti chiedessero perché vuoi andare in Islanda…

2–3 minuti

… avresti almeno mille risposte da dare.

Potresti rispondere “per camminare dentro una cascata”.

In Islanda è pieno di cascate. Ci sono cascate ovunque, in ogni angolo di terra, ovunque ti volterai potrai vedere acqua sgorgare forte e limpida dalla roccia. Ci sono cascate dentro le cascate. Ma ne esiste una che più di tutte mi ha segnata per sempre. Seljalandsfoss è una delle cascate più iconiche e suggestive di tutta l’Islanda, situata lungo la costa sud, non lontano dalla Ring Road. 

Cosa la rende unica?

Qualcosa che non credevo potesse emozionarmi tanto, fino a quando non l’ho provato. Puoi camminare dietro il suo imponente getto d’acqua che cade da 60 metri d’altezza circa, grazie a un sentiero scavato nella roccia. Lì dietro, ti sembra di stare dentro a un mondo immaginario. Stavo ferma immobile a guardare l’acqua scendere di fronte a me e sembrava cadesse lentamente, come fosse un filmato a rallentatore. Eppure al contempo, sembrava sempre più potente e il suo suono mi riempiva la mente, svuotandola da ogni pensiero. Sorridevo davanti a quello spettacolo che avrei voluto fissare per ore. Mi sentivo minuscola, ma anche più forte, come l’acqua che cadeva. Uno straordinario modo per sentirsi vivi. 

Ma in Islanda devi andarci anche “per guardare l’aurora boreale e iniziare a credere nei miracoli”. Perché sì, le “tempeste solari” dovrebbero rientrare tra i miracoli. La sognavo da quando avevo poco più di sette anni e quando mi ci sono trovata davanti, credevo di stare sognando. La verità è che è uno spettacolo disarmante e nessuna parola potrebbe mai descrivere le sensazioni che ti scatena dentro. 

Per vedere le balene nuotare libere in mezzo all’Oceano” invece, serve un po’ di fortuna, ma quando inizi a vedere spuntare dall’acqua quelle enormi code grigio-blu, l’adrenalina sale alle stelle e vorresti soltanto tuffarti con loro. 

Quando ti chiedono perché vorresti andare (o tornare) in Islanda, puoi rispondere “per camminare su un ghiacciaio”, “per osservare le foche sguazzare tra gli iceberg”, o “per vedere esplodere il Geysir che ha dato il nome ai “geysir”. 

Ma la ragione più vera forse, quella che le racchiude tutte quante, è che ripartirei in questo istante per l’Islanda, “per vedere com’è fatta davvero la natura in una terra selvaggia e meravigliosamente incontaminata”.