New York non dorme mai.

2–3 minuti

È una regola che ho imparato dopo le prime 48 ore trascorse in quel mondo parallelo fatto di arte e grattacieli. E chi crede che New York sia fatta soltanto di grattacieli e uomini in giacca e cravatta, non l’ha mai guardata davvero. Puoi girare ore ed ore, perdendoti tra i musei d’arte più belli al mondo, mostre fotografiche nascoste in ogni angolo di Manhattan e piccole opere d’arte sparse su ogni millimetro della città.

Non dimenticherò mai le fotografie di Alen MacWeeney appese in uno dei corridoi della New York Public Library. La sua mostra si chiamava “New York subways 1977” ed è tra le cose che ho amato di più in assoluto. Appesa nella mia bacheca ora ho una cartolina ricordo con una delle sue foto, famose per una peculiarità che le contraddistingue. Ogni foto è realizzata con due scatti dello stesso contesto, uniti in modo quasi impercettibile. E in ognuna di quelle foto, ho immaginato le vite di tutti i soggetti fotografati nella metropolitana di una New York diversa da quella che ho conosciuto io. 

Non so come fosse negli anni Settanta, ma oggi puoi startene lì, con il naso spiaccicato contro la vetrata della tua stanza d’albergo, con gli occhi sgranati e pieni di luccichio. Le stesse vetrate che hai sempre visto solamente nei film, pensando a quanto dovesse essere incredibile addormentarsi e svegliarsi con quella vista. 

Non fai altro che pensare a quanto sei piccola, sopraffatta da quelle luci senza sosta, da quegli infiniti grattacieli, che sembrano così minuscoli e giganteschi allo stesso tempo. Ogni giorno quello stesso cielo e quella stessa vista, sono diversi. Regalano emozioni diverse e ti faranno credere di essere in luoghi diversi. Persino il sole e la luna ti sembreranno diversi. 

E poi c’è Liberty, bellissima e suggestiva. Da qualunque prospettiva tu riesca a vederla, che sia da un elicottero, da un traghetto, o dal ponte di Brooklyn, non potrai fare a meno di guardarla.

A New York non puoi mai sentirti sola, nemmeno nel cuore della notte.

Ti basta guardare fuori per vedere almeno una lucina gialla spuntare fuori in mezzo al cinquantaduesimo piano di fronte a te. E tu dal decimo piano, pensi se anche lui o lei sta guardando te pensando la stessa cosa. Due anime che nello stesso istante hanno sentito il desiderio di guardare fuori da quella finestra, per cercare conforto nella luce accesa più vicina, in mezzo alla città.

Pensa a quanto deve essere bello, svegliarsi nel cuore della notte e fare compagnia a qualcuno per errore.