Puerto de la Cruz – Tenerife: il primo amore non si scorda mai

2–3 minuti
Tenerife

È passato molto tempo da quel viaggio che più di tutti mi ha cambiato la vita. Eppure, non passa un giorno senza che io non ricordi qualche frammento di quei mesi incredibili, vissuti a Tenerife. 

Avevo solo diciannove anni e amavo già molto di più i luoghi freddi, ma Tenerife era un richiamo troppo forte, che non potevo ignorare. Ero stata lì per caso, nel mio primo viaggio da maggiorenne, soltanto un anno prima. Fu il mio “primo amore” e non poteva che essere la sola e unica meta da prendere in considerazione per trasferirmi qualche mese. Quattro mesi su un’isola che sentivo di conoscere da sempre. 

Decisi di vivere a nord, a Puerto De La Cruz, la zona meno turistica di Tenerife, la più ventosa e tranquilla. Era tutto ciò di cui avevo bisogno. 

Dal mio monolocale al nono piano vista oceano, sembrava tutto surreale. Ogni mattina facevo colazione sul bancone alla finestra e guardavo dritto di fronte a me, mi riempivo gli occhi di onde gigantesche, mai viste prima. Poi uscivo presto per fare la mia passeggiata, circa otto chilometri, ogni giorno. A Puerto de la Cruz i locali, bar e negozi aprono tardi la mattina e chiudono presto la sera, quindi ne approfittavo per percorrere tutta la pedonale che costeggiava le spiagge, fino al faro. Tornando indietro mi fermavo a prendere un Cafè con Leche in uno dei miei bar preferiti e poi rientravo a casa a lavorare. Anche nel pomeriggio avevo una routine tutta mia: uscivo dopo pranzo, di nuovo a piedi fino all’unico Starbucks della città, Casa Miranda, che rimane uno dei più belli che io abbia mai visto dopo tutti questi anni di viaggi in giro per il mondo. Si trovava in una storica casa canaria del 1700 e ormai mi conoscevano tutti. Ordinavo il mio Caramel Macchiato e mi sedevo al solito tavolino, trascorrendo tutto il pomeriggio al pc, per lavorare al mio libro, quello che ho scritto e pubblicato proprio durante quei mesi vissuti a Tenerife

Ho così tanti ricordi di quel viaggio che non è stato soltanto un viaggio. È una parte di me, un pezzo di vita essenziale, senza il quale forse non avrei mai continuato a fare ciò che desideravo: scrivere. 

A Puerto de la Cruz devo tutto, gli devo la mia felicità. Tenerifelicidad.

Così la chiamavamo, io e un’amica canaria conosciuta lì. È difficile spiegare l’energia di quell’isola. Ti basta sapere che tutto è circondato da oceano, vulcani, natura e paesaggi incredibili. Ed è impossibile non innamorarsi di Puerto de la Cruz, del suo lungomare, di Cafè De Paris, di Playa Jardin e del Teide sempre sullo sfondo. È impossibile non fermarsi a guardare la scultura della donna con i pesci, al piccolo molo dei pescatori, o percorrere la scalinata che porta al Mirador La Paz, nella parte alta di Puerto.

Presto ti racconterò di quando mi sono lussata una spalla contro gli scogli mentre facevo surf, di quando ho visitato alcune delle altre Isole Canarie e di quando ho visto le prime balene della mia vita. 

Ricordo ancora ogni dettaglio e ogni momento vissuto in quel posto, che sarà per sempre casa mia.