Callanish – Tra mito e realtà, nel luogo più suggestivo delle Ebridi Esterne 

2–3 minuti

Sono trascorsi cinque mesi dal nostro viaggio in Scozia, ma non ti ho ancora parlato di uno dei miei luoghi preferiti, un posto mistico, con un’atmosfera quasi sacra, che mi ha trasportata indietro nel tempo. Un tempo che non so nemmeno se possa essere esistito in questa vita, o in una passata. 

Ci sono posti che sembrano appartenere più al regno mitologico che a quello reale, terre sospese tra tempo e leggenda. Callanish è uno di questi. Sull’isola di Lewis e Harris, nelle remote Ebridi Esterne della Scozia, un cerchio di antiche pietre si erge silenzioso da migliaia di anni, custodendo segreti che nessuno è mai riuscito davvero a decifrare.

Callanish è ben più antico di Stonehenge e risale a circa cinquemila anni fa. La leggenda narra fosse un osservatorio astronomico, un luogo di culto o un portale per il divino. Le sue imponenti pietre, alcune alte fino a quattro metri, sono disposte in cerchi con un ordine preciso, seppur apparentemente casuale. Il loro allineamento non è frutto del caso: ogni 18,6 anni, la Luna sorge in una posizione precisa rispetto al cerchio di Callanish I, il più grande e noto dei cerchi, suggerendo un legame profondo tra gli antichi costruttori e i cicli celesti.

Durante il nostro soggiorno sull’isola di Lewis e Harris abbiamo alloggiato a Nord, ovvero a Lewis. Precisamente a Stornoway, una piccola cittadina che non abbiamo avuto modo di esplorare a fondo, ma nella quale abbiamo trovato il miglior Fish and Chips tra tutti quelli provati in Scozia. Passeggiando sul porto, se ti fermi ad osservare con attenzione, puoi scorgere una colonia di foche curiose nuotare vicine al bordo. Noi abbiamo giocato a nascondino per circa un’ora con Anita, così l’abbiamo chiamata. 

Da Stornoway, raggiungere Callanish in auto è facilissimo e si raggiunge in circa 30 minuti, seguendo le indicazioni. Arrivati al parcheggio si percorre a piedi un brevissimo sentiero che porta a un cancelletto. Non so dire se sia stata pura fortuna, o il segno del destino, ma Callanish era tutto per noi. Nessun altro. E in quel momento mi è apparsa subito chiara una cosa: chiunque vi metta piede non può fare a meno di sentirsi parte di qualcosa di più grande, un filo invisibile che lega il passato al presente. 

Potrei dire che sono “solo pietre”, ma non è la verità. Non è quello che ho sentito mentre passeggiavo all’interno di quei cerchi. Il vento sussurra tra l’erba ed è come se tutta quell’energia antica si concentrasse lì in mezzo. Così l’ho assorbita il più possibile, ho immaginato gli antichi abitanti di queste terre partecipare a rituali magici e ho catturato quell’aura misteriosa attraverso fotografie che ogni volta che riguardo, mi suscitano nuovamente le stesse, identiche emozioni. 

Mi domando se davvero abbiamo bisogno di spiegazioni razionali per determinati luoghi, o se in fondo, ci bastino le sensazioni incredibili che sono in grado di suscitare in noi e le immagini che antiche leggende hanno ancora il potere di evocare.