Sextantio e Santo Stefano di Sessanio: il borgo italiano sospeso nel tempo

2–3 minuti

Santo Stefano di Sessanio, Abruzzo. Parco Nazionale del Gran Sasso. 

Sono trascorsi alcuni anni dalla mia visita in questo luogo, ma le sensazioni che portiamo dentro di noi più a lungo, sono anche quelle vissute più intensamente. Ecco perché, nonostante sia passato del tempo, non posso fare a meno di parlare di Sextantio – Albergo Diffuso.

Sextantio nasce dall’idea di Daniele Kihlgren, imprenditore italo-svedese, che nel 1999 si innamora di Santo Stefano di Sessanio e decide di salvarlo dall’abbandono. Il borgo, incastonato tra le montagne del Gran Sasso, viene recuperato con un restauro filologico che ne preserva l’anima autentica: pietra grezza, arredi d’epoca, luci soffuse e tessuti artigianali. Qui non ci sono televisori o comfort moderni fuori contesto. Ogni dettaglio racconta la vita di un tempo, in un’esperienza che va oltre il semplice soggiorno. Il successo del progetto ha portato Sextantio a Matera, dove le Grotte della Civita offrono la stessa immersione nella storia, questa volta scavata nella roccia.

Dormire a Sextantio significa diventare parte del borgo e immergersi in un’epoca passata, senza sentire la necessità di seguire il ritmo frenetico e incessante di quella presente. Le camere si distribuiscono tra le antiche abitazioni, arredate con oggetti d’epoca e il minimo indispensabile, per lasciare spazio alla suggestione del luogo. La nostra era “Le Rondini”.

Dopo aver esplorato ogni piccola via del borgo, completamente stregati dalla sua storia e dalla sua atmosfera, non potevamo perderci il ristorante di Sextantio. La “Locanda sotto gli Archi” propone una cucina ispirata alla tradizione contadina abruzzese, con piatti che rispettano ricette storiche e ingredienti locali. Qui si mangia su tavoli in legno massiccio, con stoviglie in terracotta e naturalmente, a lume di candela.

Le attività offerte si legano al territorio e alla sua storia. È possibile partecipare a laboratori di tessitura e tintura naturale, escursioni nel Parco Nazionale del Gran Sasso, corsi di cucina tradizionale o degustazioni di prodotti locali. 

Più che un albergo, è un viaggio dentro l’identità dei luoghi. Un progetto unico, che vale assolutamente la pena di essere vissuto.

Santo Stefano di Sessanio, vale la pena di essere vissuto.

Fra le sue antiche mura, le sue vecchie porte un tempo abitate e le sue gru, che come enormi spalle, sorreggono a poco a poco la sua rinascita.